IL CASTAGNO È UN ALBERO GENEROSO Il Marrone di Rivalto

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Questa castagna non è prodotta in grande quantità e per questo è molto rinomata. Il marrone di Rivalto ha caratteristiche organolettiche ancora più accentuate e una assoluta genuinità.

Già nel Medioevo i marroni di questo territorio erano speciali per grandezza e qualità. Nei manoscritti catastali del 1428 si definisce “il castagno di Chianni e Rivalto un prodotto di alta qualità e valore economico”. Come in altre zone montane della Toscana dove coltivare il grano era difficile, anche qui la castagna sopperisce dando farina e sostegno alle famiglie locali.

Il marrone di Rivalto cresce nei numerosi castagneti che circondano il borgo e vanta di proprietà organolettiche assolutamente genuine.
La raccolta delle castagne avviene, ancora manualmente con l’ausilio di guanti e rastrelli, su un territorio spesso scosceso ed impervio, nel momento della caduta dei ricci a terra a garanzia del raggiungimento del giusto grado di maturazione del frutto. A questa fase fa seguito un’attenta pulizia e selezione per separare i marroni di prima scelta da quelli più piccoli da destinare a diversi utilizzi.

La castagna, da sempre, soprattutto nel passato quando non c’erano grandi possibilità economiche, ha costituito un ingrediente molto presente nei pasti dei contadini in alternativa ai cereali più costosi o di lavorazione più onerosa, quali il grano ed il farro. L’utilizzo in cucina è piuttosto vario e si può impiegare in zuppe, farinate, focacce, pasta, ballotte (castagne bollite) o arrostite (caldarroste), dolci, castagnacci, marmellate e miele.
Il frutto del castagno è ricco di amido, fibre, sali minerali, proteine e vitamine, ha la proprietà di poter essere conservato a lungo, anche congelato e, in passato, veniva sottoposto a diverse e sapienti tecniche di conservazione della tradizione contadina per poter essere disponibile durante tutto l’anno.

Del resto il castagno è frequentemente citato nella letteratura italiana come elemento ricorrente nel paesaggio rurale. Giovanni Pascoli (1855-1912), nella sezione “Alberi e fiori” della raccolta “Myricae”, descrive la presenza costante della pianta nella civiltà contadina di un tempo, specie in autunno ed inverno quando la sua corteccia alimenta il focolare domestico per scaldare le castagne nella paiolo.

Fonte: Rivalto Live

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